Il sistema logistico

Conad è consapevole di avere un ruolo di primo piano nella partita della sostenibilità. Ed è naturale che, con 518 milioni di cartoni movimentati ogni anno, la sua attenzione sia rivolta in prima istanza al sistema logistico, al fine di abbattere le emissioni di agenti inquinanti derivanti dalle attività di stoccaggio e trasporto. Molti dei progetti ambientali si concentrano nella gestione della supply chain.

GLI HUB DEI PRODOTTI CONAD

È soprattutto attorno a quattro grandi piattaforme di carico e distribuzione delle merci che si snoda la supply chain dei prodotti a marchio Conad. Negli ultimi anni li ha resi i centri di raccordo delle merci a private label, con il chiaro obiettivo di ottimizzare i processi di distribuzione e smistamento. La più imponente delle piattaforme si trova a Castel San Giovanni (Piacenza), un hub di circa 12 mila metri quadrati, attivato.

Nel 2012 per la centralizzazione dei vini distribuiti da Conad. Negli anni a seguire sul magazzino è stata dirottata la distribuzione di altri prodotti esclusivi per essere inviati ai punti di vendita: arrivano qui 550 prodotti, molti dei quali a marchio Sapori&Dintorni Conad, provenienti da 87 fornitori. Nel 2018 il fatturato dell’hub ha superato i 131 milioni di euro, e l’impatto generato dalla struttura in termini di emissioni è stato di 90 tonnellate di CO2 equivalenti.

Secondo solo per superficie – ma non per merci movimentate – è l’hub di Fidenza (Parma), che conta 11.200 metri quadrati e 695 prodotti di 128 fornitori. La sua posizione strategica, nel cuore di importanti distretti agroalimentari e a due passi dallo svincolo autostradale, lo ha reso il punto di riferimento logistico per i deperibili, vale a dire freschi e carni. Nel 2017 ha generato un fatturato di circa 326 milioni di euro, e le attività connesse alla sua gestione hanno prodotto 644 tonnellate di CO2 equivalenti.

Più a Sud, ad Ascoli Piceno, si trova il maxi scalo per la movimentazione dei surgelati: circa 3 mila metri quadrati per 210 prodotti di 38 aziende, in gran parte ubicate nella zona adriatica e nel centro Italia. La collocazione centrale – che consente di sfruttare al meglio gli automezzi che salgono a Nord, evitando anche viaggi a vuoto – ha prodotto ottimi risultati in termini sia di tempestività delle consegne sia di bilanciamento dei trasporti. La tipologia di prodotti gestita e stoccata nel sito – che richiede la conservazione a bassissime temperature e l’adozione di rigide procedure per mantenere la catena del freddo – fa di questo magazzino il più “energivoro” tra i quattro utilizzati. Nonostante ciò, anche in questo caso le azioni intraprese per limitare le emissioni di inquinanti hanno prodotto risultati sostanziali. Le attività legate al magazzino hanno prodotto 793 tonnellate di CO2 equivalenti.

Alla “famiglia” degli hub di Conad si è aggiunta infine la piattaforma di Anagni (Frosinone), che conta una superficie di 4.500 metri quadrati. Qui vengono gestite 200 referenze prodotte al Sud da 33 aziende fornitrici, per un giro d’affari di oltre 35 milioni di euro.

IL PALLET POOLING

Ridurre il consumo di legno, azzerare la produzione di rifiuti e contenere le emissioni di anidride carbonica. Con questi obiettivi, da diversi anni, nei propri centri di distribuzione Conad utilizza sistemi di condivisione dei pallet, i bancali utilizzati per il trasporto delle merci. È ormai ben collaudata la partnership con Chep, azienda specializzata in servizi di noleggio pallet e di interscambi. L’adozione del modello di pallet pooling permette di condividere tra più imprese gli imballaggi, realizzati con legno certificato Pefc e Fsc. Doppio il vantaggio: abbattere le emissioni derivanti dal trasporto dei vuoti e annullare il problema dei rifiuti, perché i bancali rotti o danneggiati non finiscono in discarica, ma vengono riparati con legno anch’esso certificato. Nel 2018 l’utilizzo del sistema Chep ha permesso di riutilizzare 3.032 metri cubi di legno, risparmiando più di 283 mila tonnellate di rifiuti e 2.973 mila tonnellate di CO2.