Liberalizzazioni sotto assedio

26 novembre 2009

Le prime recenti aperture alla concorrenza nella distribuzione di farmaci da banco e carburanti, che hanno generato significativi risparmi per i consumatori, rischiano di essere cancellate da interventi di natura nazionale e regionale, a danno dei consumatori.

ROMA, 26 NOVEMBRE 2009 – Sono soltanto 5 i distributori di carburante che Conad è riuscito ad aprire sino ad oggi, misurandosi con norme regionali che limitano l’ingresso di nuovi operatori. Ogni impianto Conad ha un erogato medio di carburante nove volte superiore ad uno della rete tradizionale: 13,9 milioni di litri contro 1,6 milioni. Dall’apertura del primo impianto Conad – nel novembre 2005 – ad oggi, il risparmio per gli automobilisti nei cinque impianti è stato di 7,7 milioni di euro, pari a 7,1 centesimi al litro. Quattro centesimi di risparmio al litro sul totale erogato equivalgono al valore di tutti i consumi della pasta secca. Nelle 40 parafarmacie Conad con un fatturato su base annua di circa 35 milioni di euro, il risparmio dei consumatori è superiore ai 7 milioni annui. Si può dunque immaginare quale sia l’entità dei benefici complessivi per gli acquisti delle famiglie nelle 2.350 parafarmacie che operano in Italia, comprese le 250 presenti nella grande distribuzione, stimabile in oltre 70 milioni di euro. Una scelta di apertura alla concorrenza che ha dato una risposta positiva anche a livello di occupazione: in un contesto di aumento dei livelli di disoccupazione sono 5 mila i farmacisti che hanno trovato lavoro nelle nuove strutture. E’ quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata da Ancd Conad su “L’evoluzione del commercio tra protezionismo e apertura dei mercati: il ruolo della distribuzione commerciale”, in occasione della presentazione dell’ottavo Rapporto Ancd Conad sulla legislazione commerciale. L’effetto delle iniziative a livello parlamentare e regionale, tese a riportare indietro le lancette delle liberalizzazioni limitando l’apertura di distributori e ridimensionando il comparto delle parafarmacie, sarebbero la limitazione della libertà di scelta del consumatore, privato della convenienza di servizi ancor più apprezzati nell’attuale momento di difficoltà economica, e il blocco del processo di modernizzazione del Paese. «In Italia, rispetto ai principali Paesi industrializzati, ci sono ancora sono troppi settori gestiti in regime “protetto” che, oltre a frenare lo sviluppo, producono inefficienze in termini di prezzi e qualità dei servizi, a danno delle imprese e dei consumatori», afferma il presidente Ancd Conad Camillo De Berardinis. «Occorre favorire una maggiore concorrenza in tutti i settori economici, superando la legislazione vincolistica che per anni, anche nel commercio e nei servizi, ha impedito la crescita delle imprese più efficienti a scapito delle prestazioni erogate ai cittadini-consumatori». «Il rischio concreto è che non si proceda sulla strada delle riforme», sottolinea il direttore generale di Ancd Conad Sergio Imolesi. «Il protezionismo non è lo strumento idoneo a tutelare le imprese e ridare vigore all’economia. L’Italia ha bisogno di altro: la scelta obbligata è l’apertura dei mercati alla concorrenza. Auspichiamo regole trasparenti, lontane dalle speculazioni finanziarie che hanno determinato l’attuale crisi economica».