Territorio, innovazione e made in Italy: la filiera degli agrumi alla sfida del mercato

25 ottobre 2019

Dalle arance a polpa rossa come le varietà Tarocco, Moro e Sanguinello della piana di Catania a quelle a polpa bionda come l’ovale d’Anapo del siracusano o le arance ombelicate di Ribera, dai mandarini Ciaculli della provincia di Palermo alle clementine di Taranto passando per le coltivazioni di bergamotto e cedro della costa tirrenica e ionica della Calabria fino alle arance del Gargano e ai limoni di Amalfi: la filiera agrumicola italiana è un variegato patrimonio di eccellenze, tradizioni e innovazione legate ai territori.

In Italia ci sono circa 62 mila aziende agrumicole e oltre 129 mila ettari coltivati. Con oltre un centinaio di varietà, di cui venti coltivate in Italia, solo da ottobre a giugno, le arance sono il fiore all’occhiello del settore agrumicolo e tra i prodotti più rappresentativi del sud del Paese. Sono infatti 85 mila gli ettari coltivati ad aranceti per una produzione di 1,6 milioni le tonnellate di arance. 

Più che ogni altro prodotto made in Italy, la filiera degli agrumi racconta la qualità e il valore della produzione italiana e quella del sud Italia in particolare. Nel 2018 solo il valore della produzione di agrumi siciliana ha superato i 630 milioni di euro, pari al 13% del valore di tutta la produzione agricola regionale. Pur interessando tutte le nove province, la coltivazione si concentra maggiormente in quelle di Catania, Siracusa e Agrigento che da sole rappresentano più del 50% delle superfici e della produzione nazionali.

La qualità è il futuro della filiera agrumicola italiana, tra l’organizzazione della produzione locale e l’internazionalizzazione delle imprese italiane nel mercato europeo e mediterraneo. È questo il tema al centro della tavola rotonda Dialoghi con le meraviglie del nostro paese prevista per oggi alle 17 presso il Teatro Pirandello di Agrigento. L’evento rientra nella tappa siciliana del Grande Viaggio Insieme di Conad, dal 24 al 26 ottobre, che punta quest’anno i riflettori sul tema delle filiere agroalimentari. Non è un caso che sia Agrigento la città scelta per parlare del settore degli agrumi e delle arance in particolare: sono molti i riconoscimenti di qualità tipiche certificate, basti ricordare quella del marchio Arancia di Ribera Dop, varietà coltivate nella provincia di Agrigento e per una piccola parte in provincia di Palermo. Ma ad essere interessate dalla produzione di agrumi sono tutte le province siciliane e in particolare Catania, Siracusa e Agrigento che da sole rappresentano più del 50% delle superfici e della produzione nazionali. In occasione della tappa di Agrigento, Conad ha affidato all’Istituto di ricerca Aaster il compito di realizzare uno studio socio-economico sul comparto. Il lavoro sarà presentato nel corso dell’incontro, dove si alterneranno i contributi e le testimonianze degli attori della filiera. Protagonisti saranno gli attori stessi della filiera e si parlerà dell’evoluzione del mercato, delle sfide che l’agricoltura deve e può saper cogliere sul tema dell’innovazione ambientale e di filiera, le buone pratiche e le storie di successo, oltre alle questioni che attengono ai modelli di sviluppo, alle forme della rappresentanza e all’evoluzione della filiera.

L’incontro “Dialoghi con le meraviglie del nostro paese” si aprirà alle 17 al Teatro Pirandello, dove si partirà con il racconto delle evidenze emerse dall’indagine Aaster. Dopo i saluti di apertura del sindaco Lillo Firetto, coordinati dalla giornalista Marianna Aprile, si confronteranno sul palco Francesco Pugliese amministratore delegato Conad, Aldo Bonomi sociologo e direttore Aaster, Giuseppe Adorno Associato coop. Valle dell’Anapo, Edy Bandiera Assessore all’agricoltura Regione Siciliana, Marco Caruso Ricercatore CREA, Consiglio di Ricerca Agricoltura ed Economia Agraria, Sammy Fisicaro Responsabile commerciale Colleroni, Giuseppe La Rocca Direttore Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani, Paolo Parlapiano Responsabile vendite e marketing Parlapiano Fruit, Giovanni Romano Socio fondatore Fondazione di Comunità Val di Noto, Giovanni Selvaggi Presidente Consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp.

Saranno anche presenti i rappresentanti degli studenti dell’istituto alberghiero "Nicolò Gallo". La serata proseguirà alle 21.00 con il concerto dal maestro Peppe Vessicchio e i Solisti del Sesto Armonico.

La filiera degli agrumi e quella delle arance in particolare rappresentano la ricchezza della cultura mediterranea e raccontano la specificità dei territori”, annota l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. “La sinergia tra tradizione, innovazione e organizzazione di filiera - evidenzia l’ad di Conad Francesco Pugliese - consentono al settore agrumicolo di rafforzarsi sul mercato italiano e internazionale. In questo senso, i produttori siciliani sono la testimonianza di come l’investimento in sostenibilità ambientale, sociale ed economica può rendere la filiera degli agrumi un modello in costante miglioramento sul piano dell’innovazione e al contempo come la qualità dei prodotti possa dare un’adeguata valorizzazione a tutti gli attori della filiera”.

Dalla ricerca emerge che le innovazioni tecnologiche legate alle fasi della produzione, trasformazione e commercializzazione impongono l’acquisizione di competenze sempre più specializzate da parte degli addetti, aprendo spazi di lavoro di sicuro interesse, anche e soprattutto per i giovani. L’esigenza è quella di informare e formare la filiera agrumicola siciliana, con iniziative partecipate e di alta levatura che permettano di maturare conoscenze e acquisire know-how in molti ambiti specifici, dall’agrumicoltura biologica alle tecniche di coltivazione, e anche alla ricettività turistica e alle normative sulla qualità. Quello agrumicolo è il comparto più votato al biologico: l’Italia è il primo produttore al mondo di agrumi biologici con quasi 40 mila ettari di superficie agricola. Circa il 45% di tutta la produzione mondiale di agrumi biologici si trova in Italia. Un dato importante, se si pensa che in seconda posizione c'è il Messico, con un'estensione territoriale molto più ampia di quella italiana, ma con solo il 14,3% della produzione mondiale. A seguire c’è la Spagna con il 13,8%. Secondo i dati Ismea, la Sicilia è la regione con le maggiori estensioni agrumicole biologiche concentrare nelle province di Catania e Siracusa rappresentando complessivamente circa l’80% della superficie agricola biologica dedicata ad agrumi in Sicilia.