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Una Logistica Efficiente e Sostenibile

Un impegno concreto per la sostenibilità

 

La logistica è un asset strategico per intervenire sull'impatto ambientale della nostra attività in considerazione della rilevanza del network distributivo e della movimentazione mezzi.

Il nostro faro è la ricerca dell'efficienza, che consente di far coincidere sostenibilità ambientale ed economica.

Siamo impegnati in tre direzioni: saturare i mezzi di trasporto per fare il più possibile viaggi a pieno carico, creare un network distributivo efficiente e aumentare l’uso dell’intermodalità ricorrendo a trasporti in nave o in treno.

Nel corso del 2024, abbiamo continuato la revisione del network logistico con l’obiettivo di recuperare efficienza grazie a un piano di ristrutturazioni e investimenti per i prossimi anni mirato alla concentrazione in grandi poli territoriali di riferimento, tecnologicamente avanzati e con forte spinta all’automazione.

Stiamo intervenendo anche sulla tipologia dei veicoli utilizzati chiedendo ai nostri vettori di utilizzare esclusivamente veicoli Euro 6, molto meno inquinanti grazie alle minori emissioni di particolato.

Nel 2024 sono stati percorsi complessivamente circa 17 milioni di chilometri dai mezzi della logistica di Conad Nord Ovest, che hanno generato emissioni per 28.778 tonnellate di CO2eq, considerando sia la consegna ai punti vendita sia i transfer tra magazzini.

Totale emissioni.png

Nel 2024 lo strumento di calcolo è stato allineato alla norma ISO 14083:2023 con impatto in merito ai fattori che riguardano la logistica.
In dettaglio, mentre i fattori relativi Thank-to-Wheel (TtW)sono leggermente migliorati, riflettendo potenziali progressi nell'efficienza della combustione, i fattori Well-to-Thank (WtT)2 sono aumentati in modo più sostanziale a causa di una contabilizzazione più rigorosa e completa delle emissioni a monte.

Per quanto riguarda in particolare la logistica prodotti, nel 2024 si registra un aumento del 9,3% delle emissioni di CO2e Well-to-Wheel (WtW)3 rispetto allo scorso anno, a fronte di un incremento poco più che proporzionale delle distanze percorse. 
Ciò comporta un lieve miglioramento dell’indicatore di efficacia nel trasporto stradale.

 


 

1 Emissioni Tank-to-Wheel (TtW) o "dal serbatoio alla ruota": Indicano le emissioni dirette prodotte durante la fase di utilizzo del veicolo, ovvero durante la combustione del carburante nel motore (per veicoli termici) o il consumo di energia per la trazione. Per i veicoli a combustione interna, queste corrispondono principalmente alle emissioni allo scarico (es. CO₂, NOx, PM). Per i veicoli elettrici a batteria (BEV) o a celle a combustibile (FCEV), le emissioni TtW sono considerate nulle nel punto di utilizzo, in quanto le emissioni associate alla produzione dell'elettricità o dell'idrogeno sonocontabilizzate nella fase WtT.

2 Emissioni Well-to-Tank (WtT) o "dal pozzo al serbatoio": rappresentano le emissioni di gas serra (e altri inquinanti) generate durante le fasi "a monte" (upstream) del ciclo di vita del carburante o del vettore energetico, prima che questo raggiunga il veicolo. Comprendono l'estrazione e la raccolta delle materie prime (es. petrolio greggio, gas naturale, biomasse, materie prime per batterie), il loro trasporto agli impianti di trasformazione, i processi di raffinazione o produzione (es. benzina, diesel, biocarburanti, idrogeno, elettricità) e la distribuzione fino al punto di rifornimento o ricarica del veicolo. 

3 Emissioni Well-to-Wheel (WtW) o "dal pozzo alla ruota": Rappresentano l'impatto emissivo complessivo dell'intero ciclo di vita del carburante o del vettore energetico utilizzato dal veicolo, dall'estrazione della fonte primaria fino al suo utilizzo finale per la propulsione. Le emissioni WtW sono la somma delle emissioni Well-to-Tank (WtT) e delle emissioni Tank-to-Wheel (TtW). Questo approccio fornisce la visione più completa dell'impronta carbonica associata all'uso di un veicolo e del relativo combustibile/vettore energetico. 

L’intensità di emissioni di CO2e WtW per km è pari a: 

 

Con pallet pooling e CPR la logistica si fa circolare

 

L’intervento sugli imballaggi è un fattore rilevante per diminuire l’impatto ambientale della logistica. Da diversi anni utilizziamo il pallet pooling, ovvero la condivisione dei bancali utilizzati per il trasporto delle merci, in collaborazione con Chep, importante azienda specializzata in questo ambito.

L'adozione del modello di pallet pooling permette di condividere tra più imprese gli imballaggi, realizzati con legno certificato PEFC e FSC.
Nel 2015 il Ministero dell’ambiente ha certificato LCA “Life Cycle Analysis”, il calcolatore di Chep che è in grado di quantificare i benefici ambientali derivanti dall’utilizzo di questo sistema di pooling rispetto ad altre alternative.

Il nostro impegno si espande anche per una progressiva sostituzione delle cassette in plastica o in cartone "a perdere" con cassette riciclabili e riutilizzabili. Partner in questa attività da diversi anni è CPR, un’azienda pioniera in Italia in questo tipo di imballaggi.

Questa innovazione risale al 2008 quando CPR chiese all’Università di Bologna di mettere a confronto il modello economico tradizionale che utilizza cassette di cartone “a perdere” con il modello circolare con cassette riutilizzabili. Lo studio evidenziò diversi benefici ambientali ed economici del sistema CPR.

Lo studio del professor Riccardo Manzini del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna e dei suoi collaboratori, ha prodotto una ricerca volta a misurare i numeri dell’efficienza economica e ambientale del sistema circolare CPR. L’analisi ha considerato l’intero processo produttivo CPR in ottica di analisi del ciclo di vita del processo (Life Cycle Assessment), con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il modello dell’azienda mettendolo anche a confronto con i modelli di confezionamento tradizionali. 

A fare la differenza, nel lungo percorso verso la sostenibilità, più che le materie prime che compongono un imballaggio è la modalità con la quale si impiegano. Queste cassette compiono milioni di viaggi in un anno ed essendo il trasporto la maggior fonte di CO2, l’impatto ambientale dipende anche e soprattutto dalle scelte logistiche e dalla rete dei trasporti.